Narrativa recensioni

L’occhio della farfalla – Costanza Savini

Recensione a cura di Roberto Orsi

“L’occhio della farfalla” di Costanza Savini, per Oligo Editore, è un romanzo dalle pennellate oniriche su fondo storico. Gli anni sono quelli della Seconda guerra mondiale, le vicende si svolgono tra il 1943 e il 1945 in nord Italia. La scena si apre nella città di Bologna nel soggiorno della famiglia Nicolis, la notte di Capodanno del 31 dicembre 1942. La guerra, di cui si sentono le notizie alla radio, si fa sempre più vicina, il rischio di perdere la vita sotto le bombe è alto e Paolo, il padre di Nina, si convince che è giunto il momento di lasciare la città e rifugiarsi nella villa di famiglia sul lago di Garda.

Esistevano tre categorie di persone: i terrorizzati, i vigliacchi e quelli che prendevano forza da quella presenza di morte in ogni cosa. La forza che prendevano era una specie di esaltazione, una strana ebbrezza che li portava a fare cose che altrimenti non avrebbero fatto in nessun altro momento della loro vita. Nina doveva ancora capire a quale di quelle tre categorie apparteneva.

Con Paolo e Violante, la madre della ragazza, nella villa a Costermano, Nina trova zii e cugini che hanno trovato rifugio lontano dalle armi.

Villa Caratti. Una villa di lusso sulle rive del Lago di Garda

Nelle campagne lombarde che circondano la villa con la loro aurea magica e misteriosa, i giovani ragazzi lasciano gli orrori della guerra il più lontano possibile dalla loro mente. Le vicende del conflitto rimangono ai margini della narrazione, come un sottobosco silente.

I protagonisti diventano subito i cugini Nicolis, che reinventano la loro esistenza, condividendo le giornate tra storia e leggenda. Leggende che permeano la collina del Murlongo di fronte alla villa, dove si racconta dell’esistenza di creature mezze streghe e mezze fate che di notte irretiscono gli uomini. Un bosco che nasconde qualcosa di sacro e oscuro “come se fosse la residenza visibile di mondi al riparo o fuori dal tempo”.

L'occhio della farfalla - RadioEmiliaRomagna

L’aria di mistero e di segreti soffia sui personaggi che vivono o che hanno vissuto in questi luoghi. E così, affascina la figura della maga del paese de La Bastia che legge il futuro, o di Nonna Sofia che alla morte ha affidato ad Antonia, la governante della villa al servizio dei Nicolis da diversi anni, una clessidra e un segreto da preservare.

La curiosità dei ragazzi è inarrestabile, la famiglia ha una storia particolare specialmente due zii preti vissuti anni prima, affascinati da studi di anatomia e dal mondo colorato delle farfalle. Nella biblioteca della villa, i ragazzi trovano varie pubblicazioni legate agli studi dei due avi, disegni delle ali delle farfalle e gli strani legami con la struttura dell’iride dell’occhio umano.

Quei volti sottratti allo scorrere del tempo dal gesto di un pittore o da un artificio di luci e sostanze chimiche maneggiate da un fotografo, li guardavano dal ventesimo, dal diciannovesimo e anche da una grossa fetta di diciottesimo secolo. Come era da immaginarsi, però, in quella galleria di visi dei due fratelli Nicolis non c’era nessuna traccia.

Perché non ci sono tracce della vita dei due preti? Nemmeno una tomba dove poterli piangere. Qualcuno ha voluto che le due esistenze finissero nel dimenticatoio? E cosa cercavano con le loro ricerche?

Il fascino della conoscenza, di dare una spiegazione all’ignoto ed essere i primi a farlo. L’attrazione per la ricerca scientifica che con il progresso disvela alla ragione umana concetti sconosciuti fino a quel momento. Scienza che si scontra con l’aspetto divino e religioso, difeso a spada tratta da Don Agostino con le sue omelie dal pulpito della chiesa, fortemente contrario a una società che lentamente perderà il suo contatto con la natura e con l’essere primigenio.

Forse anche loro, come Leonardo, in un certo momento della vita si erano sentiti “tirati dalla bramosa voglia davanti all’entrata di una gran caverna e dovevano aver provato “paura e desiderio di entrare.

La villa vive dei misteri di cui è stata testimone nel corso degli anni. In ogni afflato si sente il profumo dei ricordi che si mescola al fascino dell’esoterismo che in quegli anni copriva un ruolo molto importante anche per gli uomini di potere. Non possiamo dimenticare le ricerche del regime nazista in ambito scientifico ed esoterico, a partire da quella associazione Ahnenerbe nata in Germania nel 1935.

Nei due anni raccontati dal romanzo i giovani Nicolis crescono, cambiano, si fanno uomini e donne. Con l’orrore della guerra in sottofondo imparano a conoscere prima sé stessi e poi ciò che li circonda.

Nina camminando pensava a come erano cambiate le cose dal suo arrivo a Costermano. Aveva l’impressione che fosse avvenuto come un passaggio in lei, una specie di click. Ora sentiva dentro di sé un po’ degli zii preti, della nonna Sofia e di tutti quelli che nemmeno aveva conosciuto, se non per sentito dire, ma che avevano abitato la casa.

Il romanzo di Costanza Savini ha il sapore di una storia famigliare, il ricordo di vicende realmente vissute, il grigio di un passato difficile e i colori sgargianti delle ali delle farfalle di campagna. Un racconto che alterna la tenerezza della gioventù alla durezza di un periodo storico di transizione. La magia, quella delle leggende popolari che riempie i racconti dei nonni attorno al fuoco, contrapposta alla realtà potente e brutale.

Trama
Seconda guerra mondiale, 1943. Nina, una ragazza che si affaccia alle soglie della maggiore età, è costretta a sfollare insieme ai suoi genitori da Bologna al lago di Garda, nella Villa di famiglia. Ispirato a una storia vera, il romanzo si svolge su due livelli: da una parte c’è la guerra con la sua ferocia, dall’altra l’antica Villa piena di vicende rimaste oscure nel tempo. Vicende di preti, di ritrovati entomologici e di esperimenti medici. In quell’atmosfera sospesa, qual è il lago di Garda negli anni che vanno dal 1943 al 1945, gli anni della Repubblica Sociale, Nina, insieme ai suoi cugini anche loro sfollati come lei, comincia la sua esplorazione dei misteri della casa e di chi l’ha abitata nei secoli portando così alla luce la verità, anche se oscura, sulla sua famiglia.

Editore: Oligo (12 novembre 2020)
Lingua: Italiano
Copertina flessibile: 220 pagine
ISBN-10: 8885723551
ISBN-13: 978-8885723559
Link di acquisto cartaceo: L’occhio della farfalla

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