Il Medioevo Viaggio nella storia

7 giugno 1099: inizia l’assedio di Gerusalemme nella prima crociata

Articolo a cura di Roberto Orsi

Durante l’XI secolo molti fedeli intraprendevano viaggi verso la Terra Santa per visitare i luoghi dove visse Gesù. In quel tempo i cristiani erano liberi e sicuri di viaggiare in quelle zone del mondo conosciuto. La situazione cambiò drasticamente quando i turchi presero il controllo della regione ed iniziò la persecuzione ai danni di molti pellegrini.

Papa Urbano II al Concilio de Clermont

Papa  Urbano II  il 27 novembre 1095 durante il concilio  di Clermont bandì la prima Crociata (1095-1099), una prima serie di spedizioni per la conquista della Terra Santa, chiamando a raccolta tutta la cristianità per la guerra all’Islam. Il desiderio del papa era quello di liberare il Santo Sepolcro di Cristo per permettere il pellegrinaggio dei fedeli. Ma le crociate avevano anche un altro obiettivo: mantenere una via sicura per le repubbliche marinare ed i loro commerci.

Masse popolari risposero all’appello del papa, al grido di “Deus vult” (Dio lo vuole) e nell’agosto del 1096 partirono schiere di pellegrini armati sommariamente, composti prevalentemente da poveri, donne, bambini e pochi cavalieri. Fu la cosiddetta “Crociata popolare” che precedette quella ufficiale di qualche mese più tardi. 

La mancata organizzazione e l’impossibilità per tutta questa gente di essere sfamata, portarono a sommosse, furti e saccheggi, fino allo sterminio di quasi tutti questi primi crociati. Su 25.000 uomini, solo 3.000 riuscirono a ritirarsi dopo la sconfitta a opera dei musulmani in Anatolia. Questi si unirono alle forze di Goffredo di Buglione, uno dei capi della crociata ufficiale composta da nobili cattolici europei e abili comandanti, che intanto erano arrivate a Costantinopoli.

Finalmente il 7 Giugno 1099 i crociati raggiunsero il loro obiettivo, Gerusalemme, e sotto la guida di Goffredo di Buglione, 12.000 fanti e 1.500 cavalieri si accamparono fuori dalle mura di Gerusalemme che cadde dopo 40 giorni di assedio. 

1099: il massacro di Gerusalemme

L’assedio di Gerusalemme, durato dal 7 giugno al 15 luglio 1099, fu il momento culminante e decisivo della Prima Crociata.

Un primo assalto alle mura si ebbe il 13 giugno e fu un completo fallimento. Durante l’assedio furono portati vari assalti, tutti respinti. Il 17 giugno giunsero via mare a Giaffa rinforzi genovesi, che portarono rifornimenti sufficienti per un breve periodo e macchine d’assedio, costruite sotto la supervisione di Guglielmo Embriaco. Senza acqua e cibo, sia gli uomini che gli animali stavano rapidamente morendo di sete e fame, i crociati si resero conto che il tempo non era dalla loro parte.

I loro spiriti furono risollevati quanto un prete di nome Pietro Desiderio dichiarò di aver ricevuto una visione divina che ordinava loro di digiunare per tre giorni e poi fare una processione intorno alle mura della città a piedi nudi. La città sarebbe caduta nel giro di nove giorni.

I cristiani in un ultimo attacco il 7 luglio 1099 entrarono in Gerusalemme: era un venerdì, alla stessa ora in cui morì Cristo, di sicuro un segno divino. Infuriati per le minacce e gli insulti dei musulmani ed amareggiati per i mali che avevano sofferto durante l’assedio, probabilmente i crociati soffrirono molto più dei cittadini di Gerusalemme, a causa della carenza di cibo ed acqua.

I Crociati si diedero al massacro, quasi tutti gli abitanti di Gerusalemme furono uccisi in breve tempo. Musulmani, ebrei ed anche alcuni dei cristiani furono uccisi con indiscriminata violenza.

I Crociati nel loro proseguire per le vie della città, entrarono nella Moschea di Omar dove si erano rifugiati molti musulmani e rinnovarono il massacro. In mezzo al più orribile tumulto, non si sentivano altro che gemiti e grida di morte; i vincitori camminavano sui mucchi di cadaveri per raggiungere coloro che cercavano invano di fuggire.

Alcune scene  cruente furono descritte dal cronista e sacerdote Raimondo d’Aguilers:

“La quantità di sangue versato in quel giorno è incredibile … Alcuni dei nostri uomini (e questo era un atto misericordioso) tagliavano le teste dei loro nemici … Altri li torturavano, li gettavano nelle fiamme … Cumuli di teste, di mani e di piedi si vedevano nelle strade della città. Ma queste erano cose piccole rispetto a quanto è accaduto nel Tempio di Salomone. Cosa è successo lì? Se vi dico la verità, supererà i limiti della vostra fede. Quindi è sufficiente citare solo che, nel portico del Tempio di Salomone, gli uomini cavalcavano avendo il sangue fino alle ginocchia e le briglie. In realtà, si trattava di un giusto e bello giudizio di Dio che questo luogo fosse riempito con il sangue degli infedeli … La città era piena di cadaveri e di sangue”.

Goffredo di Buglione che non aveva partecipato al bagno di sangue, seguito da tre servi si recò a piedi nudi e disarmato nella chiesa del Santo Sepolcro. Questo atto di devozione servì a calmare gli animi per breve tempo, i Crociati si liberarono degli abiti sporchi di sangue e andarono a piedi nudi verso la Chiesa della Resurrezione.

Goffredo di Buglione visita il Santo Sepolcro

Nonostante la carneficina fosse stata sospesa, per incutere terrore ai mussulmani, invece di fare prigionieri si decise di uccidere tutti quelli che avevano partecipato alla difesa di Gerusalemme.

Il fanatismo prevalse, tutti i nemici che erano stati risparmiati alla carneficina e tutti coloro che erano stati salvati nella speranza di un ricco riscatto, furono uccisi.

Vennero uccisi senza pietà tutti, nè il pianto delle donne, né le grida dei bambini, né il luogo definito sacro per la Cristianità, poterono placare l’ira dei vincitori. I cadaveri erano ammucchiati ovunque per le strade, nei palazzi in ogni angolo. I crociati non riuscivano a fermare la loro furia per la loro religione infangata. La carneficina proseguì fino alla settimana successiva. Alcuni storici ritengono che il numero dei musulmani uccisi a Gerusalemme fu di oltre 70.000. Anche gli ebrei non vennero risparmiati: la sinagoga dove si erano rifugiati venne incendiata e tutti morirono tra le fiamme.

I cadaveri accumulati ovunque potevano causare pestilenze così i capi diedero l’ordine di ripulire la città in breve tempo e questo riuscì a calmare gli animi dei soldati cristiani. Gerusalemme recuperò un nuovo aspetto e nel giro di pochi giorni la situazione cambiò.

I Crociati, grazie ad un accordo preso prima dell’inizio della spedizione, rimasero proprietari della casa in cui sarebbero entrati, mettendo sulla porta una croce o una scudo come segnale di possesso. Parte dei tesori presi agli infedeli  vennero utilizzati per aiutare i poveri e gli orfani.

Un bottino ancora più grande fu la vera Croce di Gesù che i cristiani avevano trafugato ai musulmani.

La conquista di Gerusalemme completò con uno straordinario successo la Prima Crociata e permise la costituzione nel Vicino Oriente degli stati latini cristiani.

Goffredo di Buglione rifiutò di essere incoronato “re” nella città in cui il Cristo era morto, assumendo il titolo di “difensore del Santo Sepolcro”.

Gerusalemme rimase cristiana fino al 1187, quando venne riconquistata dal sultano curdo Salah al-Din, mentre nel 1291 il sultano turco mamelucco d’Egitto Baybars, conquistò San Giovanni d’Acri, ultima roccaforte cristiana in Oriente.

Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Gerusalemme_(1099)

http://www.teutonic.altervista.org/B/053.htm

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