recensioni Saggistica

Al cuore dell’impero. Napoleone e le sue donne fra sentimento e potere – Alessandra Necci

Recensione a cura di Federico Serena

Questo libro non è un romanzo, né – oserei dire – un testo storico, pur leggendosi come un romanzo e avendo anche le caratteristiche di un attento saggio storico. Neppure un thriller, pur descrivendo anche congiure, tradimenti, colpi di Stato.

L’Autrice, nata a Roma, insegna presso l’Università LUISS Guido Carli ed esercita la professione di avvocato; si è laureata alla Sapienza per poi specializzarsi a Parigi. In passato ha pubblicato, sempre per Marsilio, “Il prigioniero degli Asburgo. Storia di Napoleone II re di Roma” (2013), “Re Sole e lo Scoiattolo. Nicolas Fouquet e la vendetta di Luigi XIV” (2013 – Premio Fiuggi), “Il Diavolo zoppo e il suo compare: Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento” (2015 – finalista Premio Acqui Storia), “Isabella e Lucrezia, le due cognate. Donne di potere e di corte nell’Italia del Rinascimento” (2017, sei edizioni – Premio Boccaccio 2018), “Caterina de’ Medici. Un’italiana alla conquista della Francia” (2019 – Premio Biagio Agnes 2020). Collabora con Rai Storia, oltre che con altri quotidiani e riviste ed è stata insignita dell’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Artes et des Lettres dal ministro della Cultura francese e di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.

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Letizia Ramolino Bonaparte

Il testo, dopo – come introduzione – una lettera di Napoleone in esilio a Sant’Elena, si apre con i ritratti delle donne che, più di tutte, hanno influito o sono state legate al Bonaparte. Prima di tutte la madre Letizia Ramolino Bonaparte (la futura Madame Mère), che avrebbe sempre costituito l’esempio dell’ideale irraggiungibile di donna, un ideale femminile che lui non riuscì mai a trovare nella realtà. Seria, concreta, schiva, sempre – anche nel massimo della fortuna – parsimoniosa e prudente.

Poi le sorelle Elisa, Paolina e Carolina (nomi scelti dal fratello Luciano, più “nobili” degli originari Marianna, Maria Paoletta e Maria Annunziata). Elisa Bonaparte Baciocchi, non bella né piacevole, androgina, amante del teatro e delle arti, aveva in comune col fratello l’ambizione, la spregiudicatezza, l’amore per il potere, il carattere e la volontà oltre alla lucidità e alla lungimiranza politiche; fu dapprima nominata dal fratello, divenuto imperatore, principessa ereditaria di Piombino, poi anche di Lucca con un congruo appannaggio, “promozione” che non mancò di causare gelosie tra le altre sorelle. Paolina Bonaparte Leclerc Borghese, fu forse l’unica delle sorelle a non essere interessata al potere, ma alla bellezza e al vivere bene, incurante delle regole e dei giudizi altrui.

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Paolina Bonaparte

Dotata di una bellezza e una grazia fuori del comune, egoista ma capace di gesti generosi, egocentrica ma sensibile, insicura e coraggiosa, infedele a tutti, tranne all’Imperatore. Carolina Bonaparte Murat, delle tre sorelle, è la meno amata dalla storia; come e più di Paolina, si circonda di belle dame che spesso infila nel letto del fratello, ma alla fine, vista difficile la situazione, pur di non perdere i privilegi derivati dalla benevolenza di Napoleone, non esiterà a tradirlo spingendo il marito, guascone impetuoso e vanesio, divenuto con lei re di Napoli, ad allearsi con i loro storici nemici.

E poi le principali donne (e amanti) di Napoleone: la bella e spesso anche troppo disinvolta creola Giuseppina de Beauharnais Bonaparte, rimasta sempre fondamentalmente il suo grande amore; la disinteressata contessa polacca Maria Łączyńska Walewska, prototipo delle poche donne che si legarono ad un sovrano non per interesse, ma per sincero e disinteressato amore, e per questo giustamente ricordata e idealizzata dalla Storia; la fredda Maria Luisa d’Asburgo, da cui sarebbe nato l’infelice “re di Roma”, probabilmente incapace di amare davvero, futura duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla; per terminare a Sant’Elena, con la piccola Betsy Balcombe, con cui Napoleone giocava come può giocare uno zio, e a cui lei sarebbe sempre stata legata come ad uno zio, prima dell’arrivo dell’ultimo terribile carceriere Hudson Lowe, che gli stessi inglesi non solo riconoscevano non essere affatto un gentlemen, ma che giudicavano senza alcun “educazione e giudizio, oltre ad essere un imbecille”.

Tutte vengono descritte non solo per le loro vite e attività, spose, amanti, regnanti, ma indagate profondamente nei loro diversissimi caratteri e psicologie, tra ingenuità e tradimenti, gelosie e intrighi, personali e politici. Il tutto senza scordare le avventure minori né di Napoleone né delle “sue” donne.

L’Imperatore dei Francesi viene qui presentato come essere umano, come persona; non come mito, anche grazie ad episodi apparentemente insignificanti, come quando fu morsicato dal carlino di Giuseppina, per cui non avrebbe mai più amato i cani in camera. L’uomo coi suoi difetti, i suoi pregi e le sue ingenuità, spesso contrapposte alle astuzie, ai doppi e tripli giochi e ai tradimenti di personaggi quali l’ex vescovo di Autun e ministro degli Esteri Talleyrand, il ministro della Polizia Fouché e l’ambasciatore austriaco Metternich, oltre ad alcuni membri del clan familiare dei Bonapartidi, ai suoi marescialli e ai re che lui stesso aveva insediato sui troni conquistati. In un intreccio di ricostruzione storica, testimonianze dirette e leggende, si ridisegna qui una trama di rapporti familiari e sentimentali oltre ogni luogo comune.

Una storia – tante storie – che sono meglio di un romanzo. Il tutto sempre con una prosa coinvolgente e di piacevolissima lettura. 400 pagine, da leggersi tutte d’un fiato.

Non voglio approfondire oltre né le figure delle e dei protagonisti (Napoleone per primo), né le descrizioni degli avvenimenti, per non togliere il gusto della lettura, che mi permetto di consigliare.

Trama

«Mi soffermo sulle presenze femminili della mia vita. Le miniature di mia madre e dell’imperatrice Giuseppina mi fanno compagnia. Sono le donne che ho più amato. Il mio sguardo si posa con frequenza su un quadro dell’imperatrice Maria Luisa con il re di Roma in braccio. Mio figlio è la persona alla quale penso maggiormente. La sua nascita mi ha fatto ritrovare una parte di me. Non c’era solo la ragione; non esisteva unicamente il potere». L’Europa a cavallo tra due secoli e il mondo di Napoleone in una biografia a più voci che getta nuova luce su figure, note e meno note, protagoniste della sua ascesa e caduta. Tra storia e leggenda, un ritratto intimo e segreto delle stanze del potere, scandito dalle passioni più dirompenti e dagli addii più dolorosi. Secondo Stendhal, per Napoleone sarebbe stato meglio non avere una famiglia. Genio poliedrico, grande stratega, cinico e al tempo stesso generoso, conosce un destino caratterizzato prima dalla fedeltà e dall’adulazione, poi dagli abbandoni e dai tradimenti di coloro che aveva più beneficiato. Addentrandosi nei meccanismi del potere e negli intrighi di un periodo decisivo nella storia d’Europa, Alessandra Necci fa sapientemente dialogare ricostruzione storica, testimonianze dirette e leggende, sino a ridisegnare una trama di rapporti familiari e sentimentali che sfata i luoghi comuni. Tra interessi nazionali e dinastici, ambizioni personali e collettive, equilibri politici e diplomatici, con un ritmo narrativo incalzante l’autrice mette in rilievo i caratteri e gli obiettivi delle donne che sono state vicine a Napoleone. Alcune sono già celebri, come la creola Giuseppina, capricciosa e sensuale, che rimane imperatrice dopo il divorzio e il successivo matrimonio di Bonaparte con Maria Luisa d’Austria. O come Paolina, bella e voluttuosa, la cui esistenza è costellata di amori fugaci, infedele a tutti tranne che al fratello. L’ascendente di altre personalità è meno noto, ma a volte molto profondo. Su tutte spicca la madre di Napoleone, Letizia, austera matriarca corsa, centrale nella vita del figlio e del clan. Ancora, le sorelle Elisa, calcolatrice ma politicamente molto abile, e Carolina, ossessionata dal potere e dagli intrighi. E la contessa polacca Maria Walewska, disinteressata e generosa amante, che lo raggiunge brevemente all’Elba. Infine, l’ultima figura femminile, Betsy Balcombe, che gli sarà vicina nel primo periodo della prigionia a Sant’Elena.

Editore : Marsilio (7 dicembre 2020)

Lingua : Italiano

Copertina flessibile : 304 pagine

ISBN-10 : 882970802X

ISBN-13 : 978-8829708024

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