Trama
Matanza è la storia di uno spaventoso massacro realmente avvenuto nella città di Torreón, durante la rivoluzione messicana. Protagonista del romanzo è Juana, una ragazza indigena che viene avviata alla prostituzione da un abietto sfruttatore. Travolta dalla violenza di una guerra senza fine, Juana cerca di riscattare se stessa e dà voce agli ultimi della sua terra, quei popoli nativi, che pur costituendo l’anima più antica della nazione messicana, lottano ancora oggi per avere diritto a un futuro.
La mattanza di Torreón, rimasta impunita, è una delle pagine più buie e sanguinarie dell’intera storia dell’America Latina.

Recensione a cura di Matteo Palli

Ho sempre pensato che per raccontare le grandi pagine della storia ci siano due strade percorribili. La prima è quella più classica di affidarsi alla narrazione degli eventi attraverso le gesta dei protagonisti, come raccontano i libri di storia, i saggi, o come ci rappresentano in accurati documentari. La storia raccontata dall’alto è sicuramente il miglior modo per studiarla, ma secondo me per capirla veramente occorre fare un’operazione più vera, più complessa e, come nel caso di questo bellissimo romanzo, più sporca. Osservare la storia attraverso gli occhi degli ultimi, dei disgraziati che l’hanno vissuta sulla loro pelle, cercando di respirare la medesima aria, osservare gli stessi colori e cogliere, per quanto possibile, il loro dolore. Amo i romanzi storici che ci parlano dal basso e che, attraverso gli occhi impauriti, a volte ingenui, di emeriti sconosciuti ci raccontano le scomode verità.

E Giampaolo Galli non fa sconti. Non teme l’orrore, lo sporco, la cattiveria e anche la depravazione, figlia della miseria più profonda e della rassegnazione da questa causata. Fin dalle prime righe si entra in apnea e se ne esce, forse, girata l’ultima pagina.
Ci racconta la rivoluzione messicana, e una delle sue pagine più tristi e violente attraverso la vita di una giovane e coraggiosa donna. Venduta come merce ma non certo per assicurarle un futuro migliore, bensì per portare qualche risorsa a una famiglia e provare a sfamare gli altri figli.

L’uomo squadrò la ragazza, poi prese dalla tasca della giacca un piccolo rotolo di banconote sgualcite legate con lo spago e lo diede alla madre. Con un leggero movimento del capo fece cenno alla ragazza di uscire e si avviò verso il calesse. La donna, con gli occhi lucidi, strinse a sé la figlia per l’ultima volta e le sussurrò qualcosa baciandola sulla fronte, mentre l’uomo voltava il cavallo. La giovane montò sul cocchio accanto a lui e si sedette con il sacco imprigionato fra le gambe e il capo reclinato come una condannata avviata al patibolo. Appoggiata alla soglia di entrata, la madre rimase a osservarli, mentre rimpicciolivano sempre di più nel viola del crepuscolo.

Ed è attraverso la storia di questa giovane indigena che ci mostra i sentimenti meno nobili dell’essere umano. Il razzismo verso le etnie più povere e la vera sopraffazione delle donne trattate come oggetti animati di totale proprietà degli uomini e dei loro impulsi più abietti. La giovane Juana viene da subito avviata alla prostituzione e resa schiava del più cinico tra i protettori.

Le violenze iniziate nella casa padronale di Don Felipe Duarte erano state il battesimo della sua nuova vita, fatta di soprusi e costrizioni. Non aveva l’idea di ciò che l’attendeva nella città di Torreòn, ma sapeva bene cosa Osvaldo si aspettava da lei e dalle altre ragazze. Le decine di uomini della notte prima erano stati solo un misero assaggio dei mesi a venire.

 Non racconterò la storia, che comunque ha la capacità di coinvolgere e spingere a una rapida lettura. Mi preme più sottolineare i tanti spunti che fornisce l’autore. Nella sua osservazione di una società allo sbando e in preda alla schizofrenia causata dalla guerra civile, tocca il tema dell’integrazione dello “straniero” con tutte le sue contraddizioni. I rivoluzionari, che aspiravano a un Messico più giusto e libero, sono i primi a non vedere di buon occhio alcune comunità come evidenziato in un passaggio drammaticamente attuale.

Grazie all’ottima posizione del ristorante e all’accorta gestione, Wang Bao ripagò in poco tempo l’intero debito e continuò a inviare alla propria famiglia, che non vedeva da quindici lunghissimi anni, gran parte dei guadagni tramite le transazioni internazionali del Banco Chino. Le cose, però, si erano messe piuttosto male negli ultimi tempi. Il razzismo strisciante nei confronti della florida comunità cinese aveva assunto i connotati dello scontro aperto, soprattutto da parte dei simpatizzanti rivoluzionari, decisi a cacciare dal loro paese tutti i cittadini stranieri e in particolare i cinesi, rei ai loro occhi di aver sottratto forza lavoro ai messicani…

E poi la guerra con tutta la sua violenza. L’autore con una prosa scorrevole ed efficace non lesina dettagli e passaggi forti. La violenza di chi, ha sofferto e subito, che si ritiene in diritto di compiere qualsiasi atto. E alla fine diventa impossibile parteggiare per una delle due parti. I federali corrotti e sostenitori di un regime che non sarà mai ricordato per la democrazia e la tutela dei diritti, che vengono scacciati dai rivoluzionari portatori di grandi idee di libertà e giustizia ma animati da un rancore e una violenza ingiustificata e spropositata, verso tutto e tutti, come solo le guerre civili sono capaci di partorire.

“Se avete davvero il potere, fate cessare questa mattanza, comandante. Ve lo chiedo in nome di Dio.”
“Ho il potere di dare la morte, ma non di fermarla dottore. Per fare questo ci sono le persone come lei, a ciascuno il suo compito. E non invocate Dio, perché oggi non vi sente”

E le poche parole di condanna di quanto accaduto, il rispetto per i caduti innocenti, il rispetto verso il genere umano, si affaccia solo quando è troppo tardi.

“Le strade di Torreòn sono disseminate di cadaveri, alcuni dei quali barbaramente oltraggiati e mutilati. Non è questa la rivoluzione che vogliamo, non è questo il Messico che stiamo costruendo. Chi ha agito da bandito e non da soldato risponderà dei suoi crimini al popolo messicano”

E la storia, con i ricorsi, con le sue sfaccettature sempre uguali in periodi lontani o in parti del mondo distanti, è sempre sovrana nelle pagine fataliste che chiudono il romanzo. Dietro ogni rivoluzione c’è sempre un popolo oppresso, una classe sociale che non vuole perdere i propri privilegi e chi ne approfitta per interessi quasi mai nobili.  

“No Antonio, non c’è più posto per gente come noi. Il Messico è fuori controllo, è di nuovo terra di conquista delle bande; peggio ancora di due anni fa, quando è cominciata la rivoluzione. I contadini si stanno sollevando ovunque, anche il più stronzo dei bifolchi si riempie la bocca parlando di riforma agraria e diritti sindacali”
Gli fanno comodo queste orde di banditi, mettono il paese in ginocchio e loro se ne lavano le mani. Fanno finta di non vedere, come a Torreòn un paio di anni fa. Poi, quando il nuovo presidente di turno s’insedia a Città del Messico, tentano in qualche modo di ristabilire l’ordine. Anche gli americani non ci capiscono più nulla e cambiano idea a seconda di come gira il vento, pronti a rifornire di armi e aiuti il vincitore di turno. Ma cosa vuoi aspettarti dai gringos? Questo è un paese di conquista anche per loro, lo è sempre stato”

E la luce dove è?  Forse nella voglia di salvezza e di vendetta della protagonista. Nella sua ricerca di una vita “normale”, nella solidarietà tra gli ultimi di un mondo malato.

Un romanzo forte che trasporta in un paese lontano e racconta una storia meno conosciuta di altre, ma non per questo meno importante. Complimenti davvero all’autore. Ha costruito un grande romanzo e un viaggio all’inferno più profondo. Pagine che segnano, ma che hanno l’ambizione di farti sentire una persona migliore girata l’ultima o perlomeno di guardare con occhio più benevolo chi sta peggio di te. Un’ottima conferma anche della qualità sempre alta dei romanzi editi della Oakmond Publishing.

Editore : Oakmond Publishing (15 novembre 2020)
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 247 pagine
ISBN-10 : 3962072322
ISBN-13 : 978-3962072322
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