recensioni Saggistica

I grandi delitti di Roma antica – Sara Prossomariti

Trama
Un appassionante viaggio nel tempo sulle tracce di efferati omicidi
Da Servio Tullio ai Gracchi, da Giulio Cesare a Britannico
Parte del fascino immortale della storia di Roma antica risiede nei delitti che ne hanno influenzato la storia, cambiando inevitabilmente il corso degli eventi.
Analizzando alcuni dei crimini più celebri avvenuti dalla fondazione di Roma fino alla caduta dell’Impero, è possibile approfondire diversi aspetti della vita quotidiana nell’antica Roma. Questo libro riapre alcuni dei più eclatanti “cold case” avvenuti circa duemila anni fa, consentendo al lettore di calarsi nei panni dell’investigatore a caccia di tracce e di assassini che a volte pagheranno per le loro malefatte, altre sfuggiranno per carenza di prove. Partendo dalla scomparsa improvvisa di Romolo, da sempre avvolta nel mistero e considerata da molti come uno dei più noti crimini irrisolti dell’antichità; passando per la morte dei Gracchi, con molteplici piste da seguire; fino alla morte di Cesare: l’omicidio più famoso della storia… Un viaggio appassionante e indimenticabile nel delitto.

Recensione a cura di Maria Marques

Ci sono molti modi per avvicinarsi alla storia di Roma antica e questo saggio, permette al lettore di farlo in modo inconsueto. Quante volte abbiamo letto “Romolo uccise Remo ” oppure ” alle idi di marzo del 44 a. C. Giulio Cesare fu ucciso…”. Tutti avvenimenti narrati nei libri ma che spesso perdono i connotati di drammaticità.

Alcuni delitti addirittura hanno cambiato il corso degli eventi, imprimendogli una svolta a noi ben nota ma, nel passato, chi li stava per compiere non aveva la certezza di che cosa sarebbe accaduto. Gli eventi si sarebbero svolti esattamente come previsto oppure il caso avrebbe dato corso a reazioni inaspettate?

Proviamo quindi, durante la lettura di questo saggio, ad abbandonare il modo consueto di leggere la storia e mettiamoci nei panni di investigatori che giungono sulla scena di un delitto. Che cosa avremmo osservato con occhi moderni? Come avremmo fotografato la scena del crimine?

Certo tutto questo è impossibile, si scivola nel fantastico, ma se queste osservazioni sono fatte “scientificamente” per quanto possibile, con un confronto puntuale, preciso delle fonti antiche mettendo in luce contraddizioni, errori grossolani, situazioni inverosimili, entrando là dove le leggende narrano brandelli di storia celati da interventi divini, allora si apre un modo di leggere la storia molto interessante.

Finora ci siamo limitati a ricapitolare i fatti così come sono noti ai più. A questo punto però dobbiamo analizzare questo fratricidio cercando di comprendere il perché di un gesto simile. Cominciamo prendendo in considerazione “i testimoni”…Ovviamente non si tratta di testimoni oculari, parliamo delle fonti…Dobbiamo cercare di capire chi è il soggetto che ci sta raccontando i fatti e in che epoca è vissuto, questo per poter stabilire i livelli di credibilità.

Seguendo una linea cronologica, l’autrice Sara Prossomariti, parte dal primo omicidio che è alla base della leggenda della fondazione di Roma, quello di Remo, per arrivare verso la fine dell’impero, con quello di Flavio Ricimerio avvenuta nel 472 d.C.

Omicidi famosi e altri meno, incluso un viaggio nel mondo delle avvelenatrici, si susseguono tra le pagine del saggio, portando alla luce nomi, moventi, colpevoli che spesso sfuggono alla pena, stagliandosi sull’affresco di una società vitale e controversa.

Il raffronto delle fonti antiche, abbinandole alle scoperte archeologiche e agli studi più recenti, permette in alcuni casi, di indagare, scandagliare non solo l’omicidio in sé, ma anche chi materialmente armò la mano e, cosa importantissima, chi avrebbe tratto giovamento dalla morte della vittima. Cui prodest?  Questa domanda, mai come in questo caso, appare perfettamente contestualizzata e, di domande del genere, il saggio ne è disseminato.

Cesare voleva morire?” oppure “Crispo morì assassinato presso la città di Pola ma a ucciderlo non erano stati i fratellastri gelosi, bensì il padre. Cos’era accaduto?

L’autrice conduce il lettore sulle varie scene dei crimini, una Roma primitiva, un palazzo imperiale, le sale dove si amministrava la giustizia, ma anche su un fiume, il Nilo, donando una visione che, in modo concentrico, si allarga a descrivere la società dell’epoca, gli usi e costumi, alcuni noti altri sicuramente meno, la situazione politica per poi tornare nuovamente sulla scena primaria, intessendo ipotesi e anche ammettendo, cosa alquanto comprensibile, l’impossibilità di risposte conclusive.

Narrare la morte di un uomo significa risalire a ritroso chi egli fosse, quale fosse il suo retroscena famigliare, pensiamo per esempio ai fratelli Gracchi, appartenenti alla gens Sempronia ma legati a doppio filo alla gens Cornelia, per via della madre Cornelia che vi apparteneva per nascita e per via della loro sorella che aveva sposato Scipione l’Emiliano. In questo caso gli omicidi di Tiberio e poi quello di Caio, s’inseriscono negli anni delle lotte tra patrizi e plebei, quindi impossibile non elaborare un discorso che spieghi l’epoca, la famiglia, i suoi membri più illustri per arrivare poi al punto centrale: il movente e gli omicidi.

L’autrice con un linguaggio spigliato e accessibile a tutti, riesce a far immergere il lettore in una serie di avvenimenti che permettono di ripercorrere la storia romana viaggiando dal 753 a.C. al 472 d.C., quindi ripercorrendo un arco temporale molto amplio, lungo il quale la società romana si è evoluta. Gli omicidi non sono più semplici parole stampate sulla carta, ma erompono in tutta la loro prepotente tragicità. Molti delitti sono preceduti da indizi, da sogni premonitori, lasciando il lettore attonito quasi sul punto di avvisare il malcapitato di turno, di afferrare per esempio la toga di Cesare e intimargli di ascoltare Calpurnia o di leggere il biglietto che forse Artemidoro di Cnido gli avrebbe passato:

Cesare però nonostante Artemidoro gli avesse detto che era una cosa urgente, mise il biglietto nella toga e quando il cadavere del dittatore fu portato via per il funerale il biglietto fu ritrovato ancora lì, tra le pieghe della sua veste.

Non è necessario avere una conoscenza approfondita della storia romana per lasciarsi avvincere dalla lettura di questo saggio, perché l’autrice ricostruisce tutto quanto ruota intorno alla società del periodo in cui si colloca l’avvenimento, affrontandolo sotto più punti di vista, senza mai scadere nel didascalico.

Se vi piace quindi osservare gli avvenimenti sotto una lente d’ingrandimento, trasformandovi in una sorta di Sherlock Holmes, dotati di strumenti moderni, questo libro fa per voi e vi permette ancora una volta, di tentare curiosare le luci e le molte ombre della storia romana.

Copertina flessibile: 320 pagine
ISBN-10: 8822748727
ISBN-13: 978-8822748720
Editore: Newton Compton Editori (5 novembre 2020)
Lingua: Italiano
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