Trama

56 d.C. l tribuno Catone e il centurione Macrone, veterani dell’esercito romano, sono di stanza sul confine orientale, consapevoli che ogni loro mossa è costantemente monitorata dalle spie del pericoloso e misterioso Impero parto. Ma la minaccia esterna potrebbe non essere nulla rispetto a quella interna. Tra i ranghi della legione si nasconde un traditore. Roma non mostra alcuna pietà verso coloro che tradiscono i commilitoni e l’Impero, ma prima di poter punire il colpevole, bisogna trovarlo. Catone e Macrone cominciano così una corsa contro il tempo per scoprire la verità, mentre i potenti nemici oltre il confine non aspettano altro che poter sfruttare qualunque debolezza per annientare la legione. Il traditore dev’essere trovato, o per l’Impero sarà la fine…

Recensione a cura di Andrea Oliverio

Simon Scarrow è sempre Simon Scarrow? Dipende, questa volta ho davvero tremato…da suo accanito fan e lettore di tutta la serie dell’Aquila, quella che vede come protagonisti i centurioni Catone & Macrone (una specie di novelli Stanlio e Ollio ante litteram), ha avuto un impatto che mi ha spiazzato. Certo è che arrivati al diciottesimo capitolo della saga (il diciannovesimo uscirà da noi solo il prossimo autunno) non si può pretendere che l’autore riesca a trovare sempre l’effetto “wow”. I protagonisti sono ben noti e ormai da lettore pensi di averle viste tutte. Poi però, dopo un inizio super stentato, il libro è letteralmente decollato e Scarrow mi ha confermato perché ancora oggi rimane il mio autore di riferimento nel suo genere. Una trama partita in sordina che poi esplode in tutta la sua efficacia narrativa, lasciando il lettore spiazzato.

Poche volte i due protagonisti vengono separati per l’intera durata del libro e le due storie si muovono parallele per incrociarsi nel finale, riservando altre soprese . E Scarrow rincara la dose preparando il terreno per l’inevitabile fine della saga, o quanto meno la fine della coppia di protagonisti come la consociamo. Mentre Macrone, il centurione veterano, medita con sempre maggiore convinzione di lasciare l’esercito e godersi la pensione, dopo quasi venticinque anni di onorato servizio nell’esercito, il più giovane amico, Catone, prova a immaginare come sarà il suo futuro nelle legioni senza l’amico e compagno di mille battaglie. Scappa la lacrimuccia, ma credo che l’autore riuscirà a trovare il modo per allungare la saga ancora di qualche libro. In una recente intervista ha dichiarato che nei suoi progetti c’è un capitolo ambientato nell’anno dei 4 imperatori (tra il 68 e il 69 d.C, gli eventi narrati nel “Traditore di Roma” sono datati 56 d.C.)

Il libro è ambientato in oriente, Catone viene inviato dal generale Corbulone in missione diplomatica per scongiurare la guerra tra Roma e il potente impero dei Parti. Ma come dice il titolo stesso, un traditore si annida all’interno ed è di gran lunga più pericoloso dei nemici esterni. I nostri due eroi dovranno affrontare i Parti, nemici giurati di Roma e smascherare la spia che si nasconde tra le file romane. 

In fin dei conti è un libro che consiglierei, potete leggerlo anche senza aver letto i diciassette precedenti. Quindi non fatevi scoraggiare…magari vi viene voglia di partire dall’inizio della saga con il libro “Sotto l’Aquila di Roma”.

Editore : Newton Compton Editori (2 novembre 2020)

Lingua: : Italiano

Copertina rigida : 384 pagine

ISBN-10 : 8822746430

ISBN-13 : 978-8822746436

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