Trama

Nel 1277, una feroce lotta per il po­tere si scatena in occasione del con­clave. Dopo sei mesi di sede vacante, la famiglia Orsini riesce a far eleg­gere un proprio esponente. Il nuovo pontefice, Niccolò III, si propone di arginare lo strapotere di Carlo D’An­giò, re francese di Napoli e senatore di Roma, ma mira anche a consoli­dare le fortune della famiglia. In bre­ve gli Orsini assumono il controllo di Roma, di Viterbo e del collegio cardinalizio. Tuttavia le ambizioni del papa e di suo cugino, il cardina­le Matteo Rubeo, obbligano alcuni membri della famiglia, come Orso, podestà di Viterbo, e Perna, spinta da un amore proibito, a sacrificare i loro stessi sentimenti. Ma l’ascesa della dinastia viene interrotta da un evento imprevedibile, che esporrà gli Orsini alla vendetta dei loro tanti nemici. In cerca di riscatto, gli Orsini scopriran­no che farsi campioni degli ideali di libertà può essere un obiettivo più gratificante del dominio. Da Bolo­gna a Palermo, passando per Firenze, Viterbo e Roma, si faranno quindi protagonisti delle lotte tra guelfi e ghibellini, per le autonomie comunali e dei Vespri siciliani, imprimendo la loro mano sul ricco affresco dell’Italia tardomedievale. Questa è una storia di potere, di fede, di amore e di san­gue. Questa è la storia della famiglia Orsini, i Lupi di Roma.

Recensione a cura di Roberto Orsi

“È cosi difficile tenere fede alle aspettative che un’intera dinastia ripone nel proprio destino: siamo tessere di un mosaico che va composto in ogni singola parte perché tutti raggiungano il ruolo e la dimensione che sono stati stabiliti per loro”

Oggi Thriller Storici e Dintorni è davvero lieto di partecipare al Review Party organizzato da Newton Compton Editori, che ringrazio pubblicamente, per la presentazione online del nuovo libro di Andrea Frediani “I lupi di Roma”.

L’autore, che ci ha abituato a grandi storie legate all’Antica Roma (tra le tante ricordiamo le due trilogie “Dictator” e “Roma caput mundi”) con questo suo ultimo lavoro riporta i lettori nella città eterna, ma qualche secolo più avanti nel tempo.

Famiglia dal passato affascinante quella degli Orsini. Una delle più importanti dinastie di Roma, tuttora esistente, famosa per i grandi scontri passati con la famiglia dei Colonna, soprattutto all’epoca della cattività Avignonese sul finire del XV Secolo. Ma Frediani sceglie di raccontare le vicende degli Orsini, non già al tempo dei Borgia (molti conoscono le vicende di Giulia Farnese, sposa di Orsino Orsini), bensì quasi tre secoli addietro.

“Prendi la tiara e sappi che sei il padre dei principi e dei re, il reggitore del mondo, il vicario in terra del nostro salvatore Gesù Cristo, a cui sia onore e gloria per l’eternità”. Era nato un nuovo pontefice, col nome di Niccolò III.

La storia prende le mosse dal conclave del 1277 che portò al soglio pontificio Papa Niccolò III, al secolo Giovanni Gaetano Orsini. E se tutti abbiamo in testa Rodrigo Borgia, Papa Alessandro VI, quando pensiamo al concetto di nepotismo, si rimane stupiti dal numero di cariche importanti che Papa Niccolò III riservò ai membri della sua famiglia. Addirittura lo stesso Dante, che all’epoca dei fatti aveva 12 anni, e ancora era lontano dallo scrivere la sua Commedia, lo condannò alla terza bolgia nel canto XIX dell’Inferno.

Il suo pontificato fu teso alla riduzione del potere di Carlo I d’Angiò al quale cercò in ogni modo di strappare i possedimenti del sud Italia, creando una rete di alleanze con i potenti dell’epoca. Siamo in quel periodo di transizione che dai Comuni medievali porta alle Signorie, un lento procedimento che vede decadere la distribuzione del potere tra i vari ceti sociali popolari e concentrarsi nelle mani di un rappresentante del ceto dominante. Esponenti delle famiglie più importanti nelle varie città acquisiscono il controllo dell’amministrazione con un signore (da qui il termine Signoria) che concentrava tutta la burocrazia in capo a sè stesso.

Le grandi famiglie dell’epoca battagliano nel nome della ricchezza e dell’autorità. Non è da meno Roma, con gli esponenti degli Orsini, invero alleati dei Colonna, almeno in questo periodo grazie a matrimoni di convenienza, e dei Malabranca. Dall’altra parte gli acerrimi nemici degli Annibaldi, i quali videro decisamente ridimensionata la loro posizione all’indomani dell’elezione a pontefice di Giovanni Gaetano Orsini.

“Roma ne era un esempio, con le rivalità tra grandi famiglie che, con la lotta tra papato e impero, aveva trovato un nuovo pretesto per alimentarsi, rendendo la città un coacervo di fortilizi e barricate.”

Potere temporale e spirituale. È il momento degli scontri tra Guelfi e Ghibellini, soprattutto in centro Italia. Tratto distintivo di un basso Medioevo terribilmente affascinante e così complicato nelle relazioni politiche, sociali, economiche e commerciali. Con movimenti ereticali e spirituali in netta contrapposizione all’ordine costituito.

Un periodo storico che Andrea Frediani ricostruisce alla perfezione, calando le vicende del suo romanzo in un contesto di contrapposizioni ideologiche non sempre così nette e distinte. Niccolò III non può sottrarsi a quella che rappresenta una dicotomia che lo vede protagonista sulla scena politica e religiosa della penisola. Molto spesso con una netta supremazia della prima sulla seconda.

Tutti si preoccupavano delle conseguenze temporali e pratiche di quell’elezione, come per un comune sovrano, tutti si chiedevano quali conseguenze politiche avrebbe avuto; nessuno si interrogava sui riflessi spirituali e culturali di quell’evento: quali ordini religiosi sarebbero stati più favoriti, quali eresie combattute, di quali riforme sarebbe stato oggetto il clero. Tutto ciò che era più intimamente connesso con gli uffici religiosi di sua santità non era solo posto in secondo piano rispetto agli intenti politici, ma scompariva addirittura, in quelle circostanze.

Pur con un obiettivo ben chiaro in testa, Niccolò III mantiene sempre un barlume di umanità e dedizione alla carica apostolica. Più di una volta sembra quasi avere dei rimorsi di coscienza per quanto sta accadendo. Ma affiancato e consigliato dal nipote Matteo Rubeo Orsini, Niccolò III deve fare buon viso a cattivo gioco e agisce sulla scena con l’intento malcelato di rendere grande la famiglia degli Orsini, nascondendo le sue intenzioni dietro al paravento, d’altronde non cosi robusto, della fede in Dio e della divulgazione della parola del Signore. Sebbene affascinato dalla dottrina francescana che predicava povertà assoluta per i rappresentanti della Chiesa, il papa non può ignorare le parole del nipote. Se vuole mantenere la Chiesa forte e salda, come baluardo dell’intero popolo cristiano, deve dimostrarsi forte. E un po’ come San Matteo raffigurato in copertina nel quadro della Vocazione di Caravaggio, Niccolò III è investito di una responsabilità a cui non può sottrarsi.

Le più importanti cariche politiche ed ecclesiastiche non possono che finire in mano agli appartenenti della famiglia e dei suoi alleati. Gli Orsini sono affamati di potere. Ben presto nella città della Lupa, i veri “lupi di Roma” diventano loro. Per il bene e il prosperare della famiglia sono disposti anche a passare sopra ad antiche amicizie e amori impossibili.

“La gente viene abbagliata dai potenti, e sebbene anche io, come voi, apprezzi molto i francescani e il loro messaggio di povertà, sappiamo entrambi che non avrebbero alcuna soggezione di un capo della Chiesa povero e di una Chiesa schiacciata dai re e dagli imperatori e in balia delle famiglie più potenti.”

Un libro che racchiude potere, intrigo, alleanze, doppiogioco, unioni di convenienza e altre proibite. Non manca una componente femminile che gioca un ruolo fondamentale, soprattutto con Perna Orsini innamorata del giovane nemico di famiglia Annibaldo Annibaldi, e Beatrice figlia del conte Guastapane Porcari, amore proibito di Orso Orsini, podestà di Viterbo.

Con un racconto che predilige il dialogo alle descrizioni, l’autore si incunea nei meandri delle dinamiche e dei rapporti tra famiglie e all’interno delle stesse. Un romanzo che nonostante i tanti personaggi da ricordare e incastonare nello scacchiere politico, risulta godibile e sufficientemente brioso. Un viaggio alle origini della famiglia Orsini, nell’abisso della coscienza dove lupi e agnelli si scambiano i ruoli in un gioco di specchi dai riflessi non sempre cristallini.

ASIN : B08R4FB6RV

Editore : Licenza – Newton Compton Editori (7 gennaio 2021)

Lingua: : Italiano

Copertina flessibile : 414 pagine

Link d’acquisto cartaceo: I lupi di Roma

Link d’acquisto e-book: I lupi di Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *