Articolo a cura di Roberto Orsi

Preparare  il Presepe nel periodo che precede il Natale è una tradizione che viene da lontano, è la rappresentazione della nascita di Gesù e ha origini antichissime. Vi va di andare a curiosare andiamo a curiosare? 

Si dice “presepe” o “presepio”?

Intanto partiamo da una curiosità in merito alla forma verbale corretta da utilizzare. La lingua italiana consente l’uso sia di presepe che presepio.
Nel passato venivano utilizzati entrambi i termini da autori latini come Virgilio e Plauto, e in seguito nei secoli da letterati come Petrarca e Tasso.

Nelle prime tre edizioni del vocabolario dell ‘Accademia della Crusca (la prima è del 1612) si trova solamente la parola Presepio con il significato sia di stalla che di mangiatoia. Più avanti nella quarta edizione del 1729 si ritrova la differenziazione tra presepe e presepio: il primo termine sta ad indicare la stalla, mentre il secondo, ripreso dal latino, rimanda alla mangiatoia nella stalla. La forma presepe è tuttavia meno usata rispetto a presepio; consideriamo che per entrambi i termini, il plurale è presepi.

Il presepe più antico

Il più antico presepio del mondo si trova trova in Sicilia, precisamente a Siracusa, è custodito presso il museo Paolo Orsi dedicato all’arte cristiana, e prende il nome di Adelfia. Il Sarcofago di Adelfia, un prezioso reperto storico del IV secolo d. C., venne rinvenuto il 12 luglio del 1872 da Francesco Cavallari all’interno di un cunicolo delle Catacombe di San Giovanni nelle viscere di Siracusa . Adelfia, raffigurata con il marito in un tondo al centro del monumento, è l’adorata sposa del conte Valerio che volle dedicarle un’urna di marmo decorata con immagini del Vecchio e nuovo Testamento. Le scene che vediamo in questo splendido monumento vanno dalla nascita di Gesù Bambino al momento in cui i Magi portano i doni. I tre Re vengono rappresentati con tuniche e lunghi capelli e protendono le mani verso Gesù . L’oro viene simboleggiato da una gemma , una pisside con coperchio custodisce l’incenso e la mirra. La Madonna tiene in grembo Gesù che protende le mani verso i Magi.

Nella seconda scena troviamo la rappresentazione di una tettoia ricoperta da tegole e rami che ripara il bambin Gesù, avvolto in fasce, adagiato in un cesto di vimini e scaldato dal fiato di un bue e un asinello . Vicino alla tettoia un pastore a cui l’angelo annuncia la nascita del salvatore, mentre Maria siede su una roccia.

Chi realizzò il primo presepe?

Il giorno di Natale del 1223 San Francesco d’Assisi organizzò il primo presepe.
San Francesco era da poco tornato dalla Palestina e, rimasto molto colpito dai luoghi natali di Gesù, volle rievocare la scena della Natività. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione da Papa Onorio III, organizzò in un bosco di Greccio, in provincia di Rieti, il primo presepe, costruì una mangiatoia all’interno di una caverna e vi portò un asino e un bue viventi, ma senza la Sacra Famiglia. Lì tenne la sua famosa predica di Natale davanti a una grande folla di persone, rendendo così accessibile e comprensibile la storia di Natale a tutti coloro che non sapevano leggere.
Da quel momento in poi l’usanza di rappresentare la nascita di Gesù, dal vivo o con delle statue, si diffuse in Italia e nel mondo diventando una tradizione ormai consolidata.

Simbologie del Presepe

ll presepe è una rappresentazione ricca di simboli. Alcuni di questi provengono direttamente dalla lettura del Vangelo di Luca e Marco.
I pastori hanno un significato simbolico, rappresentano la veglia, l’anima saggia, la contemplazione, la povertà e l’umiltà. Furono scelti da Gesù come primi spettatori della sua nascita. 

Il bue e l’asino non appaiono nei Vangeli ufficiali . Tuttavia, nella letteratura cristiana i due animali hanno suscitato un forte simbolismo. Ad esempio, per San Girolamo l’asino rappresentava l’Antico Testamento e il bue il Nuovo. Oppure uno le forze benefiche e l’altro quelle malefiche; nel bue l’emblema di chi “lavora nel campo di Dio” trasmettendone la parola. L’asino invece difficilmente può avere valenza negativa almeno nei Vangeli, dal momento che la sua presenza accompagnerà Gesù lungo tutta la sua vita, come durante la fuga in Egitto e l’entrata in Gerusalemme.
I Re Magi e la misteriosa Stella. Essi rappresentano i sapienti e i saggi di tutto il mondo, dal momento che l’unica compatibilità storica è che fossero studiosi delle stelle, ossia degli astrologi. I Re Magi sarebbero stati Melkon, che regnava sui Persiani portatore d’oro, Balthasar, che regnava sugli Indiani,portatore di mirra e Gaspar, che possedeva il paese degli Arabi portatore d’incenso. Simboleggiano quindi le tre grandi aree geografiche del mondo che allora era conosciuto, ossia Europa, Asia e Africa.

Secondo una leggenda, anche i doni presentano un loro simbolismo:

…portarono con loro tre offerte per poter riconoscere se quel profeta era Dio o Re o Sapiente. Pensavano: se prende oro è un re, se prende incenso è un Dio, se prende mirra è un sapiente. Lo adorarono e il Bambino prese tutte e tre le offerte.

L’evoluzione storica del Presepe che raffigura la Natività di Gesù è stata tracciata da tre figure:

San Francesco d’Assisi, 1223: prima raffigurazione vivente a Greccio.

Arnolfo di Cambio, 1289: Presepio monumentale, il più antico Presepio a figure staccate e idealmente mobili; se ne conservano alcune figure presso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

San Gaetano da Thiene, 1517: ebbe la visione della Vergine che gli offriva in braccio il Bambino, con accanto San Giuseppe e San Girolamo. Nel 1534, allestisce un Presepio nella Chiesetta di Santa Maria della “Stalletta” a Napoli. Viene considerato come uno dei precursori del Presepio a dimensione familiare.

Facciamo un giretto tra i presepi più originali

Presepe di Manarola
Uno spettacolo che sempre incanta lo possiamo vedere a Manarola, nelle Cinque Terre, dall’8 dicembre al 2 febbraio sulle colline di questo suggestivo paese sul mare viene acceso il più grande presepe luminoso del mondo, inserito nel Guinness dei Primati.
È stato ideato e costruito da Mario Andreoldo , un’opera unica nel suo genere che ha richiesto trent’anni di lavoro, è composto da quasi 300 personaggi costruiti con materiali riciclati ed è composto da più di 15000 lampadine e ricopre 4000 metri quadrati di terreno collinare che si affaccia sul mare.

Il presepe piu bello si trova a Napoli, nel Museo della Certosa di San Martino: il presepe del Cuciniello

Il piu antico Presepe che ci è pervenuto è stato scolpito da Arnolfo di Cambio nel 1283 si trova in una cappella sotterranea della basilica di Santa Maria Maggiore di Roma

E ora facciamo una carrellata tra i presepi più “particolari”

Il giro sarebbe ancora lunghissimo, il presepe è una tradizione amata da molti e rende magica la notte di Natale.

Non dobbiamo dimenticare il presepe vivente una bellissima tradizione cristiana che consiste in una rappresentazione con l’impiego di figuranti umani.
Tutte le regioni hanno borghi caratteristici dove vengono allestite queste rappresentazioni, ad esempio nelle Marche a Gegia, in provincia di Ancona, va in scena il presepe vivente più grande d’Italia che viene rappresentato nella splendida cornice delle grotte di Frasassi.

Un altro esempio di presepe vivente splendido, lo troviamo a Matera dove i suoi “ sassi “ contribuiscono a rendere magica l’atmosfera

Curiosità

È stato Giotto il primo pittore ad aver disegnato la stella cometa con la coda. Il famoso pittore disegnò la cometa con una sfavillante luce, discostandosi dall’iconografia tradizionale della stella stilizzata costituita da molte punte.

Il presepe napoletano del ‘700 racchiude in sé arte, cultura, fascino e storia. Tutt’oggi, presso la reggia di Caserta e la Certosa di San Martino, troviamo magnifici allestimenti artistici, simbolo della notte di Natale e massima espressione dei presepi della corte reale e dell’aristocrazia dell’epoca. Uno spettacolo unico e suggestivo, una tradizione che non tramonta mai.

San Gregorio Armeno a Napoli è famosissima in tutto il mondo per la sua infinita e bellissima esposizione di presepi artigianali: ogni anno le strade e i vicoli della zona si tingono di mille colori, che rapiscono la moltitudine di persone, affascinata dalle stupende creazioni degli artigiani che tramandano la loro arte di generazione in generazione.

Alcuni sostengono che i Re Magi non fossero tre ma dodici, nel Vangelo non viene mai riportato né il numero esatto né il nome .Tuttavia il numero tre è prevalso su tutti, in quanto indica la Trinità e la quantità dei doni offerti a Gesù bambino.

Il presepe nel teatro e nella letteratura

Il presepe è ciò che più di tutte le altre tradizioni Natale ha consacrato il grande Edoardo De Filippo al teatro italiano, ma potremmo dire anche mondiale: chi non ricorda la celebre battuta “Te piace ‘o presepio?” di Natale in casa Cupiello?
Ma, sopra ogni sospetto, il presepe è anche la chiave, nonché il protagonista di un giallo storico di uno scrittore anch’egli napoletano, anch’egli di grande fama: Maurizio De Giovanni che in Per mano mia ne scrive…

Il presepe è una delle più antiche e consolidate tradizioni del nostro popolo. Attraverso esso, nei momenti vari della storia di questa città, sono state rappresentate situazioni e personaggi entrati a far parte della fantasia popolare. Vedete, ogni presepe, anche il più povero, è su tre livelli: in alto il castello di Erode, là, che rappresenta il potere e la prevaricazione; in mezzo la campagna, col gregge, i pastori e il resto; in basso, e davanti, la grotta con la Natività. E mischiati nel paesaggio, le rovine del tempio, a simboleggiare il trionfo della cristianità sugli dèi pagani, la taverna, che simboleggia l’attitudine umana al vizio eccetera. Ogni elemento del presepe ha un significato, e i principali più di uno.
[…]
il banchetto che vedete in corso, al suo interno [della taverna, n.d.r.], fa riferimento al rifiuto che le osterie e gli alberghi diedero alla Sacra Famiglia che chiedeva di essere ospitata. Rappresenta la cattiveria umana e l’egoismo, che l’avvento di Cristo illuminerà. Il forno, che vedete là, non manca mai: oltre a mostrare uno dei mestieri più antichi, fa riferimento al pane che col vino è tra le basi della nostra fede. Il ponte sul fiume, che vedete in secondo piano, si riferisce a un’antica leggenda che vuole che nelle sue fondamenta siano stati seppelliti tre bambini, appositamente uccisi, per tenere salde le arcate con un incantesimo. Il significato è l’unione, il ponte appunto, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Anche il pozzo, che non manca mai, rappresenta un collegamento diretto del mondo con gli Inferi. Come vedete, anche l’oscuro e il male trovano rappresentazione nel presepe. Come nella vita, no?
[…]
Vedete il mercato, in se­condo piano? Ogni personaggio rappresenta un mese, gen­naio è il macellaio, febbraio il venditore di ricotta e così via, fino a dicembre che è rappresentato dal pescivendolo. Sono dodici. La zingara, col paniere di utensili di ferro, predice il futuro e il ferro simboleggia il destino di Gesù, morto in croce. L’uomo addormentato a terra vicino al gregge, per esempio … qui la storia è divertente … rappresenta il fatto che la venuta di Cristo abbia risvegliato il sonno dell’ignoranza della vera fede, e quindi simboleggia gli stupidi, si è sempre chiamato, per tradizione popolare, Benito. Be’, adesso, per ovvi motivi, nessuno più lo chiama così. Lo chiamano «il pastore addormentato». Ma tutti sanno qual è il suo nome, mettono la mano davanti alla bocca e poi ridono.
[…]
Scusatemi tutte queste chiac­chiere, io starei ore e ore a parlare del presepe. La Famiglia, naturalmente: Gesù Bambino, l’infanzia, la sapienza, il can­dore e l’innocenza. La Madonna, la maternità, l’intercessio­ne, la purezza. San Giuseppe [….] rappresenta diverse cose.
È il più umano, non essendo una Madre Vergine né il Fi­glio di Dio. È un uomo, e infatti lo vedete, è vestito come un pastore. Ma è anche il padre putativo di Gesù, e un falegname. Per la cristianità rappresenta, oltre alla paternità, il lavoro, la durezza della vita per portare avanti i figli, il sa­crificio quotidiano
(pp. 117-120).

Speriamo in queste poche righe di avervi fatto vivere un po’ della magia, ma anche della Storia e dell’Arte, che è racchiusa nella tradizione del presepe.

Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Presepe

https://www.magiconatale.it/139-curiosita-il-presepe-origini-e-simbologia-prima-parte/

http://presepiamoinsieme.altervista.org/curiosita/142-presepe-napoletano-del-700-la-curiosa-figura-del-quarto-re-magio.html

https://www.paginainizio.com/genio/si-dice-presepe-o-presepio.html

https://artepresepe.it/significato-personaggi/#Significato_dei_Personaggi_del_presepe_Napoletano

https://www.cinqueterre.eu.com/it/presepe-cinque-terre-manarola

https://viaggi.nanopress.it/fotogallery/presepi-nel-mondo-i-piu-belli_5153.html

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