Trama
1483: Margherita ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII, re di Francia, per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma quando, anni dopo, Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, a Margherita non resta che tornare nelle Fiandre.
Finalmente può dedicarsi anima e corpo alla sua passione principale, l’arte, e così conosce Conrad Meit, scultore che apprezza e di cui s’innamora perdutamente. L’imperatore, però, sta già stringendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Ancora una volta lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma Giovanni è fragile e malato, e pochi mesi dopo la ragazza è vedova. Tornata nelle Fiandre, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ha imparato che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere “sovrana” in campo artistico. Ma l’imperatore del Sacro Romano Impero non può accettare che Margherita rinunci al suo destino di regina…Tra amori, intrighi di palazzo e una grande passione per l’arte, il ritratto di una donna coraggiosa che ha sfidato le regole del suo tempo, mostrando a tutti le qualità davvero necessarie per essere regina.

Recensione a cura di Roberto Orsi

Sono figlia di un imperatore, sorella di un re, moglie di un duca e di un delfino, ma c’è chi dice che io non abbia mai toccato la vera ricchezza. Bugie.

Dopo “L’ultimo segreto di Botticelli” (puoi leggere qui la recensione), Lisa Laffi si ripresenta al grande pubblico con una nuova storia ambientata nel rinascimento europeo.
“La regina senza corona” è la biografia romanzata di Margherita d’Asburgo, arciduchessa d’Austria, figlia di Massimiliano D’Asburgo imperatore del Sacro Romano Impero, e di Maria di Borgogna, morta quando Margherita aveva appena due anni.
Non è una vita facile quella della protagonista: a tre anni il padre la promette in sposa a Carlo VIII Re di Francia e un futuro radioso sembra dipanarsi all’orizzonte. Margherita cresce alla corte francese ma viene ripudiata dal Re all’età di undici anni, che le preferisce Anna di Bretagna in virtù di un accordo politico migliore.
È il primo affronto per Margherita. Il primo colpo che la vita le riserva. Pur non innamorata di Carlo VIII, a una ragazzina cresciuta a pane e potere è subito chiaro che questo matrimonio è fondamentale per il suo futuro. L’affronto di Re Carlo VIII è anche nei confronti dell’Imperatore Massimiliano D’Asburgo il quale non si arrende nel voler trovare un accordo matrimoniale vantaggioso per la sua dinastia.

Sono stata a un passo dall’essere regina di Francia, di Spagna, d’Inghilterra e d’Ungheria.

Al ritorno nelle Fiandre ad aspettarla c’è anche il fratello Filippo, una presenza costante nella vita di Margherita. Filippo è ambizioso e istintivo, mira a tenere per sé il ducato di Borgogna (il padre Massimiliano è impegnato a difendere i confini del Sacro Romano Impero) e punta al regno di Spagna grazie al matrimonio con Giovanna la “Pazza”.   Le parole dell’autrice per descriverli sono semplici ma dirette e rendono l’idea del loro rapporto.

I due si amavano e si temevano al tempo stesso, consapevoli di essere solo apparentemente “principi d’oro”, giovani, belli, biondi e felici. In realtà ognuno di loro aveva lati oscuri nel profondo dell’anima, ferite e punti deboli che l’altro non doveva toccare

Margherita è irrequieta e perfezionista, desiderosa del bello. Una bambina diventata donna molto in fretta. Grazie alle manovre politiche del padre viene avvicinata alle più grandi corone del tempo. Dopo aver sfiorato quella di Francia, arriva ad un passo dal diventare Regina di Spagna grazie al matrimonio, invero durato pochissimo, con Giovanni di Trastàmara, fratello di Giovanna la Pazza, erede al trono e anch’egli figlio di Isabella di Castiglia e Ferdinando II D’Aragona; successivamente, alla prematura scompara del consorte, Margherita rifiuta l’accordo per sposare il Re d’Inghilterra. Un peregrinaggio tra le corti più importanti di un continente che visse in quegli anni uno dei momenti più critici a livello di scontri per il potere: Francia, Inghilterra, Spagna, Paesi Bassi e la penisola Italica che faceva da campo di battaglia per queste super potenze.
Un periodo molto instabile dal punto di vista politico, in cui gli accordi matrimoniali spesso risolvevano più di una guerra. Il sacrificio di un figlio o una figlia, già promessi sposi in tenera età, potevano spostare l’ago della bilancia del potere, salvando tantissime vite.

Una sovrana è chiamata a fingere per il bene del suo regno. Deve fare il male di uno per il bene di cento.

Un assunto che Margherita fa suo, e la accompagna per tutta la vita mentre accresce le sue conoscenze, affina la sua capacità politica e impara ad amare le opere degli artisti fiamminghi.
Da ogni esperienza che affronta, Margherita incamera nozioni e stili di vita. La capacità di prendere decisioni importanti per il bene di un regno è innata dentro di lei, ma il contatto con uomini e donne di potere plasmano ancor più la sua coscienza di donna e futura regina. Fondamentale per la sua formazione, il periodo passato alla corte di Isabella di Castiglia. Una donna forte e tenace, capace di governare insieme e forse più del marito Ferdinando II d’Aragona, un regno complicato come quello spagnolo con la mano ferma e decisa di una grande regina.
Su Margherita sembra quasi pendere una maledizione, quella corona che non arriva mai, i matrimoni che vengono cancellati all’improvviso o interrotti bruscamente dalla morte del coniuge.
Eppure, lei non demorde, dimostra una grande capacità di analisi e giudizio. Insieme alla sua capacità di governo, si rafforza dentro di lei l’amore per le lettere e per l’arte. Galeotto è il momento in cui Margherita incontra nelle Fiandre un ragazzo che incanta con le sue sculture nella bottega del padre. Il prodigio risponde al nome di Conrad Meit.
Conrad rappresenta il bello, è il rifugio che Margherita cerca e cercherà durante tutta la sua vita. Quegli amori che occupano un posto privilegiato nel cuore di una persona, pur non potendo viverlo e consumarlo a pieno.
Lisa Laffi ci racconta la vita di una regina mai vera regina, con uno stile di scrittura ormai inconfondibile a cui ci ha abituato con le sue produzioni precedenti. Un’approfondita ricerca storica che viene riversata nelle pagine del libro, con una semplicità che rende famigliari e vicini al lettore i protagonisti delle vicende. La delicatezza delle immagini evocate dalla sua scrittura si accompagna alla durezza di eventi che mettono a dura prova la forza e la resistenza di Margherita. Una donna predestinata fin dal primo vagito a rendere grande il suo nome, eppure sempre frenata a un passo dall’obiettivo. 
Donna incredibile per il suo tempo abile a mantenere comunque la rotta e la capacità di meravigliarsi del bello, in un mondo governato da uomini spesso spietati.
Riportare in auge le vicende di donne troppo presto accantonate dalla Storia che si studia nelle scuole è un obiettivo nobile che l’autrice sta affrontando in modo egregio nella sua produzione letteraria, che l’ha già vista impegnata nel narrare le gesta di Bianca Riario e Caterina Sforza. Una “missione” che Lisa Laffi ha appena intrapreso e che sicuramente la vedrà ancora protagonista tra le pieghe della Storia, anche quella meno conosciuta.

Copertina rigida: 312 pagine
ISBN-10: 8867026046
ISBN-13: 978-8867026043
Editore: TRE60 (23 luglio 2020)
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