Trama Avventure e sensazioni di epoche lontane. Una preziosa reliquia custodita in un santuario tra le montagne dell’Appennino, una coppia di ladri sconclusionati, un brutale omicidio all’interno di una locanda sulla via Francigena. Un misterioso personaggio veneziano. Una Firenze cupa e rinascimentale. Un abile mercenario al seguito di un capitano di ventura. Un pittore e l’amore al tempo dei castelli. Cinque racconti in bilico tra la fantasia e la Storia, per scoprire che l’uomo è sempre lo stesso attraverso i secoli. Recensione di Matteo Palli Devo fare una confessione: adoro le raccolte di racconti. Da giovane lettore di fantascienza e appassionato della mitica collana Urania aspettavo sempre le antologie, volevo guardare negli occhi e nel cuore dell’autore…E il motivo era semplice. Il romanzo può essere particolarmente riuscito o essere al contrario un’opera minore e non rendere giustizia alla qualità. Ma sulla serie di racconti è diverso: l’autore non si può nascondere. Mi spiego: Stephen King è celebrato da molti (me compreso) per alcuni bellissimi romanzi. E’ accusato anche però di essere un po’ logorroico, di aggiungere pagine che potrebbe evitare e di sfruttare “il mestiere” per confezionare prodotti vincenti. Tutto vero, però accanto a corposi volumi ha scritto (e continua a scrivere) delle raccolte di racconti dove esprime la sua smisurata fantasia prendendo il lettore e portandolo in apnea nelle profondità assolute per poi, forse, ridargli aria. E il tutto in poche pagine! E che dire di Ray Bradbury, che si ricorda per un unico grande romanzo (Fahrenheit 451) ma che per me rimane forse il migliore sulla “corta distanza”, genere dove eccelle con piccoli gioielli a volte racchiusi in poche pagine. Il racconto è una cosa particolare. Non è per tutti. E’ chiaro che il saper scrivere è alla base di ogni testo, ma nel racconto non ti salva. Non hai il tempo e lo spazio per le accurate descrizioni, per la costruzione dei personaggi, per introdurre il racconto e costruire di tutto e di più intorno alla trama. No; tutto ciò ti è bandito. Devi arrivare diretto, in maniera chiara e emozionalmente violenta subito. Per me il racconto è questo. Coinvolgere dal primo rigo il lettore, portarlo dove vuole l’autore e colpirlo nell’ultimo rigo. Il famoso finale, oggetto di analisi e di feroci critiche anche ad autori super famosi, nel racconto non è importante. È tutto. E quindi? L’ho presa larga lo so, ma il motivo è comprensibile. Il genere storico dove, per antonomasia, sono fondamentali le descrizioni, i dettagli, i più piccoli particolari mirati a trasportarti in un periodo lontano, come si concilia con il racconto breve? Mi sono posto la domanda prima di iniziare questa raccolta e devo fare i complimenti all’autore. In una prosa ricca e leggera al tempo stesso ti permette di respirare il periodo lontano in ogni pagina. Mai per un secondo hai la percezione di essere nei tempi moderni. Poche parole gli sono sufficienti. I personaggi si vestono, parlano e soprattutto pensano in perfetta simbiosi con il tempo del racconto, senza bisogno di infarcire il tutto di lunghe descrizioni. La Reliquia è il racconto che dona il titolo all’antologia. È il più lungo e da solo copre metà libro. La sua particolarità è che la storia cambia di prospettiva in continuazione. In dei passaggi sembra di leggere un normale racconto, che si trasforma in novella, con dei dialoghi degni di una commedia, delle parti ironiche e addirittura un “giallo” con tanto di indagine! E di pari passo mutano le personalità dei due improbabili protagonisti che da delinquenti senza remore, si dimostrano poi non solo del tutto inadeguati alla missione che si erano prefissati (appunto il furto) ma forse migliori, con una tardiva ma giusta morale di fondo e la voglia di redimersi. Diciamo farabutti per necessità o perché forse altro non sanno fare, più che per convinzione. Gli altri racconti non sono peggiori, anzi. Sono più brevi e più cattivi. L’autore dimostra di sapersi muovere con disinvoltura anche nei sentimenti meno nobili con qualche fugace tocco di horror. Non ha paura di sporcarsi le mani, non gli interessa compiacere il lettore. La riva di Biasio, I dettagli fanno la perfezione, Cane da guerra e Il segreto: questi sono i titoli. Niente è come sembra e la sorpresa finale è garantita. E scordiamoci “il lieto fine” che come spesso accade nei racconti migliori, non è assolutamente garantito. Cito, per le emozioni che dona, “Cane da guerra”, il racconto più profondo e malinconico della raccolta e, per la struttura con cui è costruito, Il Segreto. Un racconto tutto in prima persona. Un viaggio tra il reale e l’onirico con gli eventi sempre anticipati dagli stati d’animo percepiti. Mi ha ricordato H.P. Lovecraft e per me, vi assicuro, è un grandissimo complimento. Leggete questa raccolta. Porta via poco tempo ma è molto generosa nel donare.   Copertina flessibile: 149 pagine Editore: Independently published (17 marzo 2020) Lingua: Italiano ISBN-13: 979-8626983104 ASIN: B085RNP7Q7 Link di acquisto cartaceo: La reliquia e altri racconti Link di acquisto ebook: La reliquia e altri racconti  

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