Trama Venezia, febbraio 1562. Mentre in Piazza San Marco impazzano i festeggiamenti per il carnevale, una misteriosa maschera in bauta consegna furtivamente nella Bocca delle Denontie Segrete di Palazzo Ducale un foglio con una delazione. In essa si leggerà che la Serenissima sarebbe sotto la minaccia di un’oscura Confraternita, custode da millenni del leggendario Libro di Toth che starebbe per riportare alla luce per comandare sul mondo. A essere incaricato di condurre le indagini sulla vicenda è Matteo Scarpa, membro del Consiglio dei Dieci. Scarpa però, viene misteriosamente assassinato nella sua biblioteca, la stessa notte in cui ritrova un indizio interessante. Le accuse cadono sul giovane consigliere Giovanni Malipiero, suo antagonista, ma il doge Girolamo Priuli, prima di accusarlo pubblicamente, gli concede il privilegio di due settimane di tempo per trovare il colpevole. Sulla strada delle sue indagini, una notte, il consigliere incontrerà la spia Caterina Cavazza, donna scaltra e risoluta, maestra di travestimenti. E sarà lei a indagare, imbattendosi in una verità inattesa che le svelerà un mistero lungo vent’anni. Recensione a cura di Catia Santoni “Il giorno ha occhi, la notte orecchie”…antico proverbio persiano che ha subito catturato la mia curiosità. Ma come mai è citato nelle prime pagine del libro? Ci arriveremo man mano che farò le mie considerazioni. Tutto parte da uno scritto dal significato oscuro:
Settecentotrentaquattro anni erano passati da quando la Confraternita aveva portato per mare il segreto a Venezia,milleottocentottantacinque da quando vie era giunto il Libro…Molte vite,troppe,erano state spente con veleni e lame di pugnali,per assicurarsi il silenzio su quanto custodito.
Lo sfondo è quello di una misteriosa Venezia del 1500, ben raffigurata nelle sue sembianze da ottimi particolari. Le scene ci passano davanti come fossero rappresentate su un palcoscenico, in una sequenza di atti. Non ci si annoia di certo! Intrighi, colpi di scena, suspence regolano il ritmo del racconto con una cadenza piacevole e intrigante. La trama del romanzo si snoda muovendosi contemporaneamente tra due realtà. Di giorno conosciamo la Città della Serenissima in tutta la sua magnificenza e di notte ci addentriamo nelle calli, stradine che si intersecano nella città formando un complicato dedalo nel quale ci si può perdere. In questi viottoli, appena illuminati da un filo di luce che la luna dona, regna la paura, la povertà, la disperazione, una vita moralmente deprecabile e il tanfo che si annusa mette in evidenza il grande stato di indigenza dei tuguri. Ecco secondo me spiegato il perché della citazione del proverbio persiano! Ma nella Venezia notturna una dimora in particolare attrae l’attenzione per la sua originalità:
Alambicchi, beute e fornelli trovavano posto sui ripiani;dentro scansie,vasi di ogni genere contenenti chissà quali intrugli. Spade e archibugi,fiaschette e corni d’osso con dentro polveri da sparo, stocchi e stiletti…E poi libri, tanti libri riposti in ordine, quali accatastati, segno inconfutabile della loro recente consultazione.
Mai si penserebbe che questa sia la descrizione dell’ambiente in cui vive una donna. E che donna! Caterina Cavazza: bella, risoluta. coraggiosa e intelligente. Per sopravvivere è impegnata a svolgere una inconsueta e particolare attività per il gentil sesso. Una figura di rilievo nel romanzo, legata senza saperlo alla storia torbida e nefasta della Confraternita. Tra tutti i personaggi è quella che più ho amato. Porta sempre al collo un medaglione; di tanto in tanto lo sfiora e accarezza il monogramma interno in ricordo di suo padre. Il gioiello racchiude in fondo anche la sua triste e dolorosa storia, che la tedia fin da bambina. A volte quando si perde una persona a noi cara, l’unico motivo di vita è serbare vivido il ricordo, magari attraverso un semplice oggetto. Un particolare del racconto che mi ha emozionata. Nel caso di Caterina il motivo era anche quello di rivendicare la morte del genitore, venuto a mancare per… ma non vi dico di più. Sarete lieti di seguire la storia tramite le vicende dei personaggi stessi. Lo stile del romanzo è vivace, lineare, chiaro e il lessico ricco e raffinato. Lo scrittore alterna con bravura descrizioni e dialoghi, lasciando che siano la chiave per capire gli stati d’animo dei personaggi durante il susseguirsi delle vicende. Un espediente che a me piace molto in quanto con un piccolo mimetismo dello stile lo scrittore parla attraverso i protagonisti. Le scene cambiano ambiente in modo repentino ma senza far perdere il filo: la sensazione è di assistere ad una rappresentazione teatrale! Alla fine però l’inchino lo merita tutto l’autore! Per chi cerca un thriller storico avvincente e travolgente ha trovato il libro giusto! Unico neo è un passo in latino che per mia pigrizia avrei voluto fosse tradotto. Copertina flessibile:278 pagine Editore:Kimerik (14 febbraio 2020) Collana:Kimera Lingua:Italiano ISBN-10:8855162713 ISBN-13:978-8855162715 Link di acquisto cartaceo: La confratermita del re Link di acquisto ebook: La confraternita del re

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