Sono nato a Vicenza, dove ho sempre vissuto, studiato e lavorato. Due passioni hanno fortemente condizionato la mia vita e le mie amicizie: la musica e la lettura. Dopo gli studi ho avuto discreta fortuna nel mondo del lavoro, arrivando giovane ai massimi livelli in importanti aziende della mia zona in campo amministrativo, toccando anche personale e informatica, e adesso ne godo i frutti, standomene a riposo. Fin da giovanissimo suono chitarra e tastiere, fino a non molti anni fa attivo in vari gruppi della mia zona, continuando a coltivare progetti miei, per smettere quasi completamente una volta preso dal “sacro fuoco” della scrittura. O, per meglio dire, preso dalla quasi necessità, per preservare la mia salute mentale, di scrivere una storia, diventata una cosa forse eccessiva, arrivata con l’ultimo capitolo, che sto rivedendo, a un totale di circa 3500 pagine, nel classico formato libro. Se Lettere Animate Editore non mi avesse pubblicato il primo, forse avrei smesso, invece mi hanno pubblicato anche i due successivi e la Santelli Editore il quarto, incoraggiandomi a continuare, tanto che sto lavorando ad altri progetti, uno in qualche modo collegato, l’altro totalmente diverso. Usando solo 5 aggettivi descrivi che scrittore sei La cosa migliore è che sia il lettore a dirlo. Da parte mia posso dire che sono puntiglioso nei riferimenti storici e che scrivo come suono: improvvisando, però con la meta davanti. Alcuni personaggi o eventi creati per essere effimeri sono invece divenuti elementi chiave del romanzo. Poi empatizzo con i miei personaggi, divento loro e ritengo che questo giovi alla credibilità e alla spontaneità della storia. Una motivazione che convinca il lettore a leggere i tuoi libri In primo luogo sono insoliti, in quanto, pur accuratamente ambientati nella Roma Imperiale, hanno una vena fantascientifica o distopica, a volte addirittura fantastica. C’è la giusta dose di eros, che non poteva mancare dal momento in cui si descrive quella società. E di avventura, per quanto il primo ciclo sia molto centrato su aspetti sociali. Il secondo ciclo, piuttosto diverso dal primo, è centrato su conquiste ed esplorazioni, quindi il lettore entrerà, con i protagonisti, in contatto con civiltà poco note e assisterà a battaglie epiche. Infine i protagonisti, persone normalissime che, catapultate in una situazione assurda, reagiscono cavalcando la tigre, senza inutili piagnistei, ma con tutti i loro pregi, difetti e manie. E poi le donne: forti, determinate, che sanno prendere in mano situazioni critiche. Anche le romane. D’altronde a Roma, ossia dal Galles all’Armenia, passando per il Marocco, dopo le riforme augustee le donne godevano di parità con gli uomini, col solo limite di non poter votare né ricoprire magistrature, quindi cariche politiche o militari. Dacci la tua citazione preferita del tuo/tuoi libro/i Forse una frase che pronuncia l’imperatore Tiberio, nel secondo libro della Saga: «L’ambizione, se usata per il bene comune e non per vuota soddisfazione personale, è una grande forza e senza di essa vivremmo ancora in capanne di fango». Che si sposa con una citazione di Tito Livio, che riporto all’inizio del quarto libro: “Magnos animos magnis honoribus fieri (Le grandi ambizioni rendono grandi gli animi)” Vi sono altre frasi interessanti, ma le ritengo eccessivamente lunghe. Cosa significa per te la Storia? Potrei sintetizzare, dicendo che un albero senza radici non può vivere. Nemmeno un filo d’erba. Articolando, è una passione coltivata fin da ragazzo, una volta capito che è cosa ben lontana da ciò che studiavo a scuola, spesso una serie di nomi e date avulse da ciò che aveva causato quegli eventi o portato certe persone ad agire in un dato modo. Mi interessa in particolare l’età classica e la storia più antica, meno il medio evo. Naturalmente la storia dalla fine del XIX secolo in avanti, per capire come siamo arrivati al punto in cui ci troviamo, in particolare negli aspetti sociali ed economici. Perché hai deciso di partecipare a Scripta Manent? In primo luogo per far conoscere i miei romanzi. Inoltre in tali eventi s’incontrano persone interessanti, si scambiano opinioni, a volte possono nascere rapporti proficui o addirittura collaborazioni. Questi i libri di Claudio Bolle a Scripta Manent

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