Trama Quali misteri nasconde il Turba philosophorum, il libro segreto degli alchimisti? È la primavera del 1227 e la regina di Castiglia è scomparsa in modo misterioso. Strane voci corrono per il regno e alcuni parlano di un intervento del Maligno. L’unico in grado di risolvere l’enigma è Ignazio da Toledo, grande conoscitore dei luoghi e delle genti grazie ai suoi numerosi viaggi tra Oriente e Occidente e alla sua capacità di risolvere arcani e antichi misteri. A Cordoba, dove Ignazio viene convocato, incontra un vecchio magister che gli parla di un libro che tutti stanno cercando e che potrebbe dargli indizi sull’accaduto. Ma il giorno dopo verrà trovato morto avvelenato. Le ricerche del mercante di reliquie partono subito fino al rinvenimento del mitico Turba philosophorum, un manoscritto attribuito a un discepolo di Pitagora, che conserva l’espediente alchemico più ambito al mondo: la formula per violare la natura degli elementi. L’incontro poi con una monaca e con un uomo considerato da tutti un posseduto, ma in verità affetto da saturnismo, indirizzeranno Ignazio verso il castello di Airagne e dal suo misterioso signore, il Conte di Nigredo. Qui è custodito un terribile segreto, ma non sarà facile mettersi in salvo dopo averlo scoperto… Recensione a cura di Mariagrazia Dicarlo Continuano le avventure di Ignazio e dei suoi due seguaci. Certo, per Ignazio e Uberto con uno stato d’animo diverso. Se da un lato Ignazio è preso dalle informazioni per ritrovare il conte di Nigredo, e Airagne, il posto dove si sospetta essere tenuta in ostaggio la regina Bianca e dove si svolgono esperimenti alchemici, ogni tanto il suo pensiero va ad Uberto. Vuole sapere dove si trova, si preoccupa di lasciargli indicazioni su come raggiungerlo, o avvisarlo di mettersi al sicuro. Dall’altro lato c’è Uberto che in ogni situazione  si chiede cosa direbbe o farebbe suo padre, o ad ogni fallimento pensa che suo padre se la sarebbe cavata diversamente, sente sempre le parole del padre, che continuano a risuonare nella sua mente. In quanto esperto di scienze ermetiche ed esplorazione dell’occulto, Ignazio e i suoi due seguaci vengono convocati da Ferdinando II per contribuire alle indagini per il rapimento della regina di Francia, Bianca di Castiglia, La notizia del rapimento viene appresa attraversole allucinazioni di un ossesso, durante un esorcismo. Il principale sospettato è il conte di Nigredo, un alchimista. A distanza di poche ore da quando Ignazio accetta l’incarico incominciano morti misteriose, come la morte per avvelenamento con delle erbe che provocano allucinazioni del magister di Ignazio, che prima di morire gli aveva affidato il compito di ritrovare il Turba philosophorum, un libro che contiene misteri alchemici anche malefici, che se dovessero cadere nelle mani del conte di Nigredo, potrebbero avere brutti esiti. Per Ignazio le indagini diventano difficili, perché viene allontanato dal figlio quasi subito e incontra vari inconvenienti. Questo libro non solo parla di alchimia, ma anche caccia ai catari, e alle streghe in modo scorrevole, rendendo il libro una lettura piacevole, pagine scorrono veloci e al tempo stesso ti tengono incollato fino alla fine.       Editore: Newton Compton Data di pubblicazione: 20 febbraio 2014 Lingua: Italiana Dimensione libro: 12.3 x 4 x 20.3 cm 440 g Peso: 440 g Lunghezza: 320 ISBN-10: 8854165719 ISBN-13: 978-8854165717 Link d’acquisto: La biblioteca perduta dell’alchimista  

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